venerdì 12 giugno 2015

IL QUINTO ELEMENTO

A volte cerchiamo nella natura i segni dei quattro elementi, senza accorgerci che i nostri figli li racchiudono tutti dentro di loro.
Saranno acqua appena nati, costanti nei loro rituali come la marea. Sei ora cresce, sei ore cala. E su di loro la tua vita prenderà il ritmo, si adatterà, stravolgendosi. Dall'acqua prenderanno vita, chiedendo a noi di cullarli come lei ha fatto per mesi. Come acqua scorreranno lungo le nostre mani, prima semplicemente come fonte senza vigore  e poi, scendendo a valle, prendendo sempre più forza, arricchendosi di acqua incontrata nel loro cammino. Saranno acqua primordiale nello stravolgere ciò che incontreranno lungo il loro corso.
Poi saranno aria, così flebile a volte  da non smuovere una tenda o repentina e insolente da strappare ogni vela. Ne indirizzeremo  il soffio, lo quieteremo, oppure saremo pronti a lasciare entrare così tanta aria da non riconoscerli più. Dell'aria avranno i tratti dell'impalpabilità, della boria, della spocchia o della presunzione finché qualcuno non chiuderà le imposte, lasciando di quell'aria soltanto gli effetti di un disordine preannunciato.
Diverranno  fuoco quando sotto i loro piedi il mondo brucerà, alimentando le loro idee giuste o sbagliate e  la ribellione alle regole. Il loro fuoco sarà l'abbandono alle passioni sfrenate, alle amicizie sbagliate o agli amori a distanza. Nel fuoco staranno i loro "no", dopo milioni di quei "perchè?", e le risposte già pronte create da altrettante fiamme che si alimenteranno l'una con l'altra. Come il fuoco sapranno colpire, nell'insieme di fiamme prendendo coscienza della debolezza della singola esistenza.
E alla fine quando avranno bruciato, chi prima o chi poi, ciò cui sono passati attraverso, saranno terra che traccia il solco di binari non retti. Muteranno in terra mescolandosi ad altra, accogliendo l'acqua che giovane arriverà dall'alto o l'aria che dolce soffierà tra le zolle.
Come terra sapranno mescolare gli altri elementi, unendoli in un modo che forse nessuno è mai riuscito ad insegnare loro. Comprendendo come l'equilibrio perfetto è l'insieme di ciascuno di questi elementi. Li sapranno governare, sbagliando continuamente, inventando combinazioni sempre nuove.
E quando, stanchi di sperimentare, torneranno da noi sotto forma di granello portato dal vento o sasso sul greto di un fiume, avranno ancora qualche domanda su quale sia il "quinto elemento".
Allora lì la nostra risposta sarà ascoltata.

Notte.



giovedì 4 giugno 2015

ESISTE UN EQUILIBRATO GIUDIZIO?

La paura è un'emozione che si trasmette, come una sorta di elettricità che aspetta di trovare un materiale che funga da conduttore. Così nel caso dei nostri figli ciò che fa da conduttore siamo noi. Non c'è dubbio.
Provo ad immaginare di trasmettere gioia, entusiasmo o altre sensazioni positive con la stessa immediatezza con cui si trasmettono quelle negative ma l'impresa è davvero complicata, anche perchè, noi grandi, siamo ostili ad ostentare il nostro "ben essere" dimostrando maggior inclinazone per la condivisione di ciò che non va.