Saranno acqua appena nati, costanti nei loro rituali come la marea. Sei ora cresce, sei ore cala. E su di loro la tua vita prenderà il ritmo, si adatterà, stravolgendosi. Dall'acqua prenderanno vita, chiedendo a noi di cullarli come lei ha fatto per mesi. Come acqua scorreranno lungo le nostre mani, prima semplicemente come fonte senza vigore e poi, scendendo a valle, prendendo sempre più forza, arricchendosi di acqua incontrata nel loro cammino. Saranno acqua primordiale nello stravolgere ciò che incontreranno lungo il loro corso.
Poi saranno aria, così flebile a volte da non smuovere una tenda o repentina e insolente da strappare ogni vela. Ne indirizzeremo il soffio, lo quieteremo, oppure saremo pronti a lasciare entrare così tanta aria da non riconoscerli più. Dell'aria avranno i tratti dell'impalpabilità, della boria, della spocchia o della presunzione finché qualcuno non chiuderà le imposte, lasciando di quell'aria soltanto gli effetti di un disordine preannunciato.
Diverranno fuoco quando sotto i loro piedi il mondo brucerà, alimentando le loro idee giuste o sbagliate e la ribellione alle regole. Il loro fuoco sarà l'abbandono alle passioni sfrenate, alle amicizie sbagliate o agli amori a distanza. Nel fuoco staranno i loro "no", dopo milioni di quei "perchè?", e le risposte già pronte create da altrettante fiamme che si alimenteranno l'una con l'altra. Come il fuoco sapranno colpire, nell'insieme di fiamme prendendo coscienza della debolezza della singola esistenza.
E alla fine quando avranno bruciato, chi prima o chi poi, ciò cui sono passati attraverso, saranno terra che traccia il solco di binari non retti. Muteranno in terra mescolandosi ad altra, accogliendo l'acqua che giovane arriverà dall'alto o l'aria che dolce soffierà tra le zolle.
Come terra sapranno mescolare gli altri elementi, unendoli in un modo che forse nessuno è mai riuscito ad insegnare loro. Comprendendo come l'equilibrio perfetto è l'insieme di ciascuno di questi elementi. Li sapranno governare, sbagliando continuamente, inventando combinazioni sempre nuove.
E quando, stanchi di sperimentare, torneranno da noi sotto forma di granello portato dal vento o sasso sul greto di un fiume, avranno ancora qualche domanda su quale sia il "quinto elemento".
Allora lì la nostra risposta sarà ascoltata.
Notte.