giovedì 29 ottobre 2015

L'ESSERE AL CENTRO

Parlare di educazione dei figli, equivale a sollevare un vespaio. La ragione risiede nel fatto che come si scrissi tempo fa siamo costruiti per imitazione da  modelli precostituiti, e scrollarci di dosso certe solide basi  "su misura", contravvenendo a convinzioni tramandate nel tempo, è impresa molto difficile con la quale spesso non vogliamo scontrarci. L'ideologia del gender (o identità di genere per dirla in modo più tenero) è un argomento che mette a nudo il nostro limite di guardare in faccia la società nelle sue mille complessità ma abbiamo il dovere verso  nostri figli di impegnarci a leggerne i cambiamenti, accogliendo ciò che non conosciamo e dubitando delle nostre certezze. Nell'educazione dei bambini ogni attore ha un ruolo fondamentale siano esso il principale (la famiglia) o comprimario (scuola, sport, parrocchia) ed ha il dovere di rispettare la parte che ognuno interpreta e alla quale è chiamato dalla società in cui è inserito. Credo che decidere a priori cosa sia "creato e giusto per natura" sia un errore miope in quanto ci fa perdere di vista la centralità dell'essere umano, il quale merita rispetto, accoglienza e comprensione, così come non ritengo giusto impegnarci nel "portare sulla retta via" concetti e persone poiché ci troveremmo di nuovo a segnare il confine tra "buoni e cattivi".
Credo che la famiglia abbia il diritto e dovere di educare come meglio crede senza spaventarsi di ciò che la scuola propone. Quest'ultima infatti ha il ruolo fondamentale di mettere alla luce le molteplici diversità di cui è composta la società, fornendo gli strumenti per leggere la realtà che circonda i ragazzi. È a scuola che vedono normalmente famiglie di genitori separate per i più svariati motivi (crisi coniugali o di identità sessuale) e apprendono da vicino la crescita e lo sviluppo dei loro coetanei nel l'insieme di comportamenti per loro incomprensibili. E se ascoltiamo i nostri figli scopriremo la semplicità con cui affrontano tutti questi temi che ad essere sinceri spaventerebbero chiunque. L'evoluzione di una società sta nel comprendere e accogliere l'esistenza di ciascuno di noi e i cambiamenti  a cui ognuno va incontro: il giudizio è ancora qualcosa di talmente grande che non ci possiamo permettere, il confronto invece è l'unica occasione di crescita.


mercoledì 21 ottobre 2015

IL PRESENTE ASSENTE

Quello che quotidianamente ci tolgono nostro malgrado e che ormai anestetizzati non cerchiamo nemmeno più, credo sia la fortuna dei nostri figli: vivere il momento, assaporare il presente. Sempre di più nei social network si scorgono gruppi patologici di amarcord e mi chiedo quale sia la loro natura, il fondamento della loro esistenza. Ognuno di noi fa parte almeno di uno quelli o a volte passa del tempo a spulciare ciò che fa riaffiorare quell'amaro in bocca che ci piace tanto. Sono convinto che li si nasconda il nostro desiderio di recuperare il momento presente, proiettandoci in una dimensione che molto tempo fa ci permetteva di farlo. E sono altrettanto convinto che i nostri figli siano il migliore strumento per godere il presente. 
Probabilmente ne ho già parlato in qualche post precedente ma ho la certezza che dai nostri bimbi possiamo imparare ogni giorno a dare il valore al momento che stiamo vivendo. Pensate a quanto odiano essere interrotti nei loro giochi o sballottati a destra e sinistra tra mille impegni. Mi fa sorridere frequentare dei corsi dove ci spiegano come rallentare la vita dei nostri figli per fare assaporare loro l'ozio e il presente, non sapendo che loro lo sanno fare bene ed i malati siamo noi adulti.
Allora pensiamo a noi e seguiamo il consiglio di quella insegnante che trai compiti dell'estate aveva inserito come obbligatori "andare a guardare il mare" "camminare in un prato". Ogni giorno vedo genitori "medagliati" pensare al benessere dei propri figli dimenticando che grazie a loro possono raggiungere un pizzico del loro. Stiamo con loro almeno un'ora al giorno, e lasciamoci guidare dai loro tempi, da ciò che per noi è incomprensibile, leggiamo un libro inventandoci la storia solo guardando i disegni. Invertiamo le regole e creiamone di nuove. Avere figli è sbalorditivo: non per gli altri....per noi.