Ritengo che, aldilà di tutti i concetti pregnanti circa la genitorialità quali l'affetto, l'autostima, la fiducia e lo sviluppo emotivo nonchè emozionale (aspetti determinanti che richiedono un impegno non indifferente nella "pratica" del genitore chiamato a coltivarli quotidianamente) la fantasia sia il primo regalo che possiamo fare ai nostri figli.....
Oggi ho creato una pagina che ha l'ambizione di aprirci ad un mondo che abbiamo conosciuto molto bene ma dal quale stiamo troppo lontani.....forse per paura o per timidezza....
Cliccate sulla pagina in alto "Il Mangialibri" e riprendiamoci la nostra fantasia....!!!!
Viaggiare assieme ai nostri figli, crescendo con loro: percorsi differenti su strade sovrapposte
giovedì 21 maggio 2015
giovedì 14 maggio 2015
CONTENTI O CONTENITORI?
La peggior nemica di ogni genitore è l'ansia, e il paradosso più grande sta nel fatto che noi stessi la trasformiamo nella miglior amica. Una compagna inseparabile nel rapporto con i nostri figli. Ma se in alcuni casi questa, si trucca da prudenza e ci aiuta ad evitare loro dei pericoli, in altri rischia di portarci alla rovina. Ciò accade ogni volta che predomina la cosiddetta ansia da prestazione e ci spinge a trattare i nostri bimbi come si fa con uno scatolone vuoto durante un trasloco o una valigia prima delle vacanze: riempiamo fin quando ce n'è. Il campionario è vario ed ogni volta che mi confronto scopro nuovi modi di riempire i nostri "figli contenitori". Ma da dove partiamo nel fare le nostre scelte?
Forse dalle nostre mancanze: non semplicemente come ciò che non abbiamo fatto o in cui non siamo riusciti, bensì come l'insieme di opportunità non ricevute. Come se ci dimenticassimo della nostra capacità in passato di essere andati in cerca delle nostre possibilità.
Pare dunque che il genitore perfetto ed in grado di evitare ogni senso di colpa sia quello che organizza la settimana cercando ambiti in cui sviluppare tutto lo sviluppabile dei propri figli. Lo sport e l'arte sono i settori dove la competizione tra genitori è più agguerrita, ma anche l'inglese non scherza.
Ma ci chiediamo per chi lo facciamo? Ci fermiamo a pensare cosa desiderano fare i nostri figli o, nei migliori dei casi, ascoltiamo ciò che ci comunicano? O siamo impegnati a soddisfare le nostre aspettative?
Credo che questa lotta con gli altri non sia altro che una battaglia contro noi stessi e l'ansia da prestazione che mina il nostro ego. Come se fossimo chiamati a faticare per poi mostrare ciascuno i propri figli come piccoli trofei. Questo diabolico meccanismo mentale ci accompagna non solo nella scelta ma anche nell'intensità di ciò che proponiamo ai nostri piccoli; perché non appare per nulla semplice trovarsi di fronte a qualche forma di talento o forte attitudine a certe discipline. Ed in quel caso cosa si fa? Si spinge per coltivare il talento o si lascia che siano gli eventi a guidare chi ha bisogno del nostro sostegno? Qualora scegliessimo la strada del "provarci a tutti i costi", lo faremmo accompagnati dal nostro ego a cui sono mancati opportunità e successi o dall'amore verso i nostri figli, la cui felicità è il bene che inseguiamo fin dal primo giorno?
Credo che, ad ogni modo, questa sia l'unica guerra che siamo chiamati a combattere e da cui non possiamo esimerci: quella contro la nostra incapacità di ascoltare i desideri dei nostri figli.
Ed il confronto tra genitori è uno strumento per non perdere mai di vista le priorità che la vita ci pone.
“Io non sono in questo mondo per vivere secondo le aspettative degli altri, e nemmeno credo che il mondo debba vivere secondo le mie.”FRIEDRICH SALOMON PERLS
giovedì 7 maggio 2015
PAROLE DI PANCIA (lettera di un bimbo in arrivo)
Ti chiami Mamma, lo so, mentre conosco appena il mio nome; credo di avertelo sentito sussurrare durante le notti passate insieme svegli, quando quella pizza che ci piace tanto non ci fa dormire. Ascolto ogni tua parola, ho imparato a cogliere le preoccupazioni e le paure che fanno vibrare la tua grande pancia piena d'acqua.
Nella penombra sto bene, al sicuro, cullato dai pensieri, dalle speranze e dalle domande che ti fai sovrappensiero, così dense di sogni e desideri da volerli esaudire tutti e vederti felice. Come quando ascolti e canticchi quella musica dolce o quando sulla pancia le tue mani si intrecciano con quelle di papá e allora allungo le mie fino a fare un girotondo perfetto.
Nella penombra sto bene, al sicuro, cullato dai pensieri, dalle speranze e dalle domande che ti fai sovrappensiero, così dense di sogni e desideri da volerli esaudire tutti e vederti felice. Come quando ascolti e canticchi quella musica dolce o quando sulla pancia le tue mani si intrecciano con quelle di papá e allora allungo le mie fino a fare un girotondo perfetto.
Conosco i tuoi malesseri di mattina, le tue lacrime dal gusto di sale, i tuoi singhiozzi e quei silenzi così affascinanti dove sento il tuo cuore battere con il mio facendomi addormentare. Così in quei momenti in cui ti senti sola vorrei nuotare attraverso il grande mare che mi circonda e penso che tra poco come un grosso pesce prenderai fiato, soffiando forte un vento che mi condurrà fino a te regalandomi quello che ancora non conosco: il tuo profumo, l'odore della tua pelle.
Non spaventarti sai, andrà tutto bene.
E non ti arrabbiare quando non comprenderai le mie lacrime: saranno simili alle tue che molti non hanno compreso in questi nove mesi. Le ho sentite cadere una ad una come una pioggia fitta e sottile. Per questo, Mamma, mi piace pensare ad un linguaggio tutto nostro e segreto, in grado di creare un mondo di cui io e te abbiamo la chiave. Sarà bellissimo aprire quella porta insieme, stringendo quelle mani di cui fino ad ora conosco solo i contorni. Per me è tutto sfuocato come le figure che vedo grazie alla luce che entra. E so che lo è anche per te. Ogni cosa difficile da prevedere, forse impossibile da controllare.
Ma le le volte che vibreremo insieme sarà come ricordare questi stupendi nove mesi durante i quali non sono servite parole e nessuno ci ha insegnato nulla. Nasco io tra un po' così come nascerai tu, nuova, bella ed immensa.
Solo un filo, un filo rosso che dalla mia pancia arriva fino alla tua. Non servirà tagliarlo di netto ma semplicemente immaginare di allungarlo così tanto da poter fare, legati insieme, il giro del mondo.
Auguri Mamma
Grande è l'oceano ma la balena
Naviga piano nella luna piena
Rossa di bocca, nera di notte
Gialla di luce, bianca di latte
Grande ragazza di tutti i colori
Bella la mamma vista da fuori
Bruno Tognolini, Mammalingua, Ed. Il Castoro srl
Non spaventarti sai, andrà tutto bene.
E non ti arrabbiare quando non comprenderai le mie lacrime: saranno simili alle tue che molti non hanno compreso in questi nove mesi. Le ho sentite cadere una ad una come una pioggia fitta e sottile. Per questo, Mamma, mi piace pensare ad un linguaggio tutto nostro e segreto, in grado di creare un mondo di cui io e te abbiamo la chiave. Sarà bellissimo aprire quella porta insieme, stringendo quelle mani di cui fino ad ora conosco solo i contorni. Per me è tutto sfuocato come le figure che vedo grazie alla luce che entra. E so che lo è anche per te. Ogni cosa difficile da prevedere, forse impossibile da controllare.
Ma le le volte che vibreremo insieme sarà come ricordare questi stupendi nove mesi durante i quali non sono servite parole e nessuno ci ha insegnato nulla. Nasco io tra un po' così come nascerai tu, nuova, bella ed immensa.
Solo un filo, un filo rosso che dalla mia pancia arriva fino alla tua. Non servirà tagliarlo di netto ma semplicemente immaginare di allungarlo così tanto da poter fare, legati insieme, il giro del mondo.
Auguri Mamma
Grande è l'oceano ma la balena
Naviga piano nella luna piena
Rossa di bocca, nera di notte
Gialla di luce, bianca di latte
Grande ragazza di tutti i colori
Bella la mamma vista da fuori
Bruno Tognolini, Mammalingua, Ed. Il Castoro srl
Iscriviti a:
Commenti (Atom)