Giorni fa un amico mi ha posto un enorme interrogativo e, grazie a lui, senza chiedermi una risposta precisa ma per il piacere di mettermi in difficoltà. Il suo dubbio consisteva in questo:
Noi insegniamo ai nostri figli con l'esempio e se l'esempio che diamo loro fosse sbagliato? se fosse negativo? se gli facessimo più male che bene? Se con il nostro esempio, con le nostre frasi, con il nostro modo di essere e di vivere la vita trasmettessimo solo cose negative, come l'ansia, la paura o la mancanza di autostima?
Credo non si riferisse ai comportamenti ma agli stati d'animo e all'approccio.
Molti di noi, con un eccesso di sicurezza, direbbero di non pensarci e che i figli crescono ugualmente a prescindere dagli esempi ricevuti, ma senza andare troppo in alto con i ragionamenti sono certo che riflettendo sulle piccole vicende di tutti i giorni questi dubbi non sono così lontani da noi.
Siamo chiamati all'educare, è vero, con tutte le nostre energie, le competenze e le contraddizioni di cui ogni essere umano è intriso, ma a che prezzo? Dobbiamo nasconderci dietro la maschera per evitare di essere cattivi esempi?
Permettendomi una piccola riflessione, lasciando a voi il resto delle conclusioni, credo che il nostro equilibrio interiore ed esteriore produca degli effetti sui nostri figli e che il nostro obiettivo sia quello di stare bene prima di tutto con noi stessi (non tanto per i nostri figli quanto per noi). E' fuori di ogni dubbio che come conduciamo la nostra vita influenzi chi abbiamo vicino (non solo i figli), ma ciò non deve a sua volta condizionarci spingendoci ad essere ciò che non siamo e che non saremo mai.
Abbiamo tutti le nostre debolezze, limiti, pregi e difetti. Ed abbiamo il dovere di accoglierci reciprocamente, cercando di affermare il diritto di essere accolti.
Credo sia un errore guardare a noi stessi come un modello (negativo o positivo) e ancor peggio "lavorare" per diventarne uno da fornire ai nostri figli i quali, volenti o nolenti, cresceranno secondo una loro capacità critica nei confronti del mondo che li circonda. Ritengo che il nostro compito sia quello di fornire loro strumenti con i quali possano costruire i modelli che più preferiscono, mostrandoci per quello che siamo, con paure, ansie e quantità di autostima di cui siamo forniti, senza però pretendere che assomiglino o meno a quei modelli che ci siamo costruiti noi nel tempo. Ciò che va bene a noi non va bene per altri.
Educare è più un accompagnare che un costruire. In un gesto naturale. Osservando i nostri figli andare anche nella direzione opposta e può aiutarci a trovare il nostro equilibrio, cambiando il nostro stesso punto di vista.
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