Ho visto un gesto. Anzi, a dire il vero, ne ho visti più di cento domenica. Lo stesso gesto, naturale come il respiro, ripetersi più volte e trasmettersi come la musica ad alto volume su spazi aperti.
Una sorta di carezza, un'insieme di complicità e fiducia. Un gesto semplice. Tenersi per mano.
Ogni papà, senza dubbio, ha sentito scorrere quell'elettricità, risultato di un'emozione insolita, quando domenica pomeriggio, durante la corsa ha tenuto per mano il proprio figlio, anche se per pochi metri, vedendolo poi sfrecciare come il vento.
Così senza guardare la corsa, mi sono soffermato sull'intensità di quella stretta, di quella presa che mia figlia, come gli altri, ha cercato, voluto e proseguito fino al traguardo.
Può dunque un gesto così elementare nascondere tanti significati al punto da poter trascorrere minuti senza dirsi nulla e contemporaneamente comprendere ogni cosa?
Se avete stretto la mano dei vostri figli sono certo che avete percepito il senso di possesso. Non il vostro, ma il loro. Avete compreso che da lì non ci si tira indietro, non si fermano le emozioni, come durante una finale del vostro sport preferito. Siete stati prigionieri dell'amore che i vostri figli hanno per voi
Poi, dopo il possesso è arrivata la vibrazione della richiesta d'aiuto, dell'affidarsi a voi, in quell'avventura (una corsa) tanto innocua quanto per loro eccitante. Ed avete assaporato l'emozione di essere un riferimento, o forse un'àncora nella navigazione.
Non un porto, non pretendete troppo. Per essere porto che accoglie si dev'essere madri, con la consapovolezza e la certezza dell'approdo che noi padri non abbiamo. Ma per un po' siamo stati bussola nel percorso, sostegno nel fiatone (anche il nostro)
Agli ultimi metri poi, avete realizzato la complicità, mescolata alla gioia di dare gioia. E ancora siete riusciti, spensierati, a guardare il mondo dal metro di altezza, con le emozioni di chi vede tutto enorme, amplificato ed irripetibile.
Quella medaglia riflessa negli occhi di chi non si è nemmeno chiesto che posizione avesse in classifica. Quell'abbraccio che ora è riprodotto in centinaia di foto, dove non c'è la stetta di mano che vi chiede "stai con me papà", ma in cui le braccia vi cingono il collo come a premiarvi per il pomeriggio trascorso.
A ciascuno la propria medaglia.
Viaggiare assieme ai nostri figli, crescendo con loro: percorsi differenti su strade sovrapposte
martedì 31 marzo 2015
venerdì 27 marzo 2015
IL SENSO DI LIBERTA'
Ci chiediamo cosa vogliamo davvero per i nostri figli?
Abbiamo mai immaginato quale potrebbe essere il regalo che faccia brillare i loro occhi come piace a noi?
Senza alcun dubbio, ciò che ci fa vibrare davvero sono le espressioni che i nostri figli riescono a creare e dovremmo non perdere mai l'occasione di osservare le loro reazioni immediate che ci permettono di riprendere il contatto con la realtà.
Si dice che gli anni ti maturano, ti formano ma ciò non significa perdere la memoria e dimenticare le sensazioni che abbiamo provato durante la doverosa maturazione.
Anni fa, mi ricordo, una mia amica scrisse a suo figlio una cosa che suonava più o meno così: "Grazie perchè con te sono tornata a stupirmi del nulla". Questo credo sia il punto di partenza di ognuno di noi per poter iniziare a camminare assieme a queste splendide creature: lo stupore per la straordinaria normalità delle cose che ci stanno attorno,, ogni giorno. Nei piccoli gesti; come mettere insieme tre parole creando frasi compiute o pensieri che rivelano il desiderio di far bottino della realtà.
martedì 24 marzo 2015
Si nasce per imitazione, probabilmente quando i tuoi futuri genitori, scorrendo le pagine di una rivista, osservando qualche coppia passeggiare al parco o seduta al tavolo di un bar, hanno casualmente puntato l'attenzione sulla pancia di lei in leggero aumento o sul bimbo che dolcemente il papà teneva tra le braccia. Dunque, non c'è dubbio: l'imitazione nasce da lì.
E si cresce per imitazione, giorno dopo giorno, attimo su attimo. Scrutando ogni impercettibile movimento e sensazione di coloro che ci hanno dato la vita e, perchè no, di tutti quelli che affettuosamente ci passano affianco. I loro respiri, il modo di parlare, i gesti: tutto per noi quando cresciamo è fonte d'imitazione.
Si viene allevati ed educati per imitazione, perchè su certi ambiti si è sempre fatto così ed il mondo ha navigato per tutti i mari secondo delle regole non scritte che, in fin dei conti, sbagliate o giuste che fossero, lo hanno portato fino a qui.
I bambini imitano, gli adolescenti "scopiazzano", gli adulti "scimmiottano".
E si cresce per imitazione, giorno dopo giorno, attimo su attimo. Scrutando ogni impercettibile movimento e sensazione di coloro che ci hanno dato la vita e, perchè no, di tutti quelli che affettuosamente ci passano affianco. I loro respiri, il modo di parlare, i gesti: tutto per noi quando cresciamo è fonte d'imitazione.
Si viene allevati ed educati per imitazione, perchè su certi ambiti si è sempre fatto così ed il mondo ha navigato per tutti i mari secondo delle regole non scritte che, in fin dei conti, sbagliate o giuste che fossero, lo hanno portato fino a qui.
I bambini imitano, gli adolescenti "scopiazzano", gli adulti "scimmiottano".
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