venerdì 27 marzo 2015

IL SENSO DI LIBERTA'

Ci chiediamo cosa vogliamo davvero per i nostri figli?
Abbiamo mai immaginato quale potrebbe essere il regalo che faccia brillare i loro occhi come piace a noi? 
Senza alcun dubbio, ciò che ci fa vibrare davvero sono le espressioni che i nostri figli riescono a creare e dovremmo non perdere mai l'occasione di osservare le loro reazioni immediate che ci permettono di riprendere il contatto con la realtà. 
Si dice che gli anni ti maturano, ti formano ma ciò non significa perdere la memoria e dimenticare le sensazioni che abbiamo provato durante la doverosa maturazione. 
Anni fa, mi ricordo, una mia amica scrisse a suo figlio una cosa che suonava più o meno così: "Grazie perchè con te sono tornata a stupirmi del nulla". Questo credo sia il punto di partenza di ognuno di noi per poter iniziare a camminare assieme a queste splendide creature: lo stupore per la straordinaria normalità delle cose che ci stanno attorno,, ogni giorno. Nei piccoli gesti; come mettere insieme tre parole creando frasi compiute o pensieri che rivelano il desiderio di far bottino della realtà.
Un po' come Peter Pan nell'isola, seguendo regole non scritte e tagliando le vele di schemi precostituiti nel tempo. Ma noi adulti siamo in grado di fare tutto questo? Vi ricordate la scena di Hook, con Robin Williams che da adulto seduto al tavolo con i bimbi sull'isola si trova davanti ad un piatto vuoto e non riesce a vedere gli altri mangiare invece a sazietà immaginando una tavola imbandita?
Ecco la situazione di noi genitori a volte è questa. ci manca la percezione del presente, dell'attuale, dell'"ora e subito". E noi papà a volte facciamo ancora più fatica. Non si tratta di immaginazione, credetemi.
Questa capacità di giocare con il tempo, mescolandolo tra realtà e fantasia, non si acquisisce di diritto, non è un dono che alcuni hanno ed altri no. E' un'abilità che si conquista nel corso degli anni dopo la nascita, ogni giorno, apprendendo come modificarla, utilizzarla oppure perderla. E, sembra paradossale, ma si impara proprio dai genitori che come il migliore degli scultori, la soffiano dentro ai figli, alimentando una fiamma che non si spegne mai.
Questa fiamma, per me, è il senso di libertà: non come libertà di fare ciò che si vuole quando si vuole, ma una  libertà vera, presente, imponente di pensare in modo libero, quando si vuole e come si vuole. 
Solo così, potremmo permettere ai nostri figli di costruire tessera dopo tessera il puzzle di uno specchio con la loro immagine riflessa- Siamo noi che possiamo far si che non appaia una brutta copia di come noi vorremmo che loro fossero, ma che ne venga fuori un ritratto dai contorni nitidi, marcati, i colori accesi e profondi, in cui ogni figlio sappia che nelle tessere che hanno composto il puzzle c'è si un pizzico di noi genitori, ma che sia orgoglioso di averlo costruito con le sue mani passo dopo passo.

In questi giorni ho ascoltato questa nuova canzone di Jovanotti tratta dal suo nuovo album. La condivido con voi
Buona notte.

Senti
l'odore della strada dopo che ha piovuto
non vergognarti mai di un dono ricevuto
ti guardo uscire e un po' mi sembra
che vai sulla luna
e la distanza aumenta
e non sei più la mia bambina
i rami tuoi si allungano a cercare aria
questo è il tuo viaggio
la tua vita
la tua storia
che non è scritta nelle stelle
e nel passato
puoi disegnarla col dito
sul vetro appannato
scolpirla nella montagna
legarla ad un aquilone
hai già imparato a non difenderti dalle emozioni
come tua madre
sei bella quando sorridi
quell'aria che puoi fare tutto
quando lo decidi
le mani in tasca per il freddo che ti ghiaccia il naso
lo sguardo basso per far finta di non farci caso
al cuore in gola
agli ostacoli scuri
le guance rosse
come frutti maturi
Vorrei
portarti in fondo alla notte
mostrarti il sole che sorge
stringerti forte a me
e poi lasciarti andare
vorrei
che tu fossi felice
come quando uno dice
questo posto mi piace
e anche se non c'è pace
ci posso camminare
libera
libera
libera
ci voglio camminare
libera
libera
libera
Senti
l'odore della vita che non da tregua
è amaro e dolce
e più ci provi a capirlo più non si piega cos'è
quel filo che ci lega
che lega tutto a te
che lega te e me
più di un dovere più un sentimento
è la materia stessa di cui è fatto il mondo
di cui è fatto il tempo
che fa girare i pianeti
fa partorire i delfini
brilla negli orecchini
Vorrei
portarti in fondo alla notte
mostrarti il sole che sorge
stringerti forte a me
e poi lasciarti andare
vorrei
che tu fossi felice
come quando uno dice
questo posto mi piace
e anche se non c'è pace
ci posso camminare
libera




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