martedì 24 marzo 2015

Si nasce per imitazione, probabilmente quando i tuoi futuri genitori, scorrendo le pagine di una rivista, osservando qualche coppia passeggiare al parco o seduta al tavolo di un bar, hanno casualmente puntato l'attenzione sulla pancia di lei in leggero aumento o sul bimbo che dolcemente il papà teneva tra le braccia. Dunque, non c'è dubbio: l'imitazione nasce da lì.
E si cresce per imitazione, giorno dopo giorno, attimo su attimo. Scrutando ogni impercettibile movimento e sensazione di coloro che ci hanno dato la vita e, perchè no, di tutti quelli che affettuosamente ci passano affianco. I loro respiri, il modo di parlare, i gesti: tutto per noi quando cresciamo è fonte d'imitazione.
Si viene allevati ed educati per imitazione, perchè su certi ambiti si è sempre fatto così ed il mondo ha navigato per tutti i mari secondo delle regole non scritte che, in fin dei conti, sbagliate o giuste che fossero, lo hanno portato fino a qui.
I bambini imitano, gli adolescenti "scopiazzano", gli adulti "scimmiottano".
L'imitazione è il sale della nostra società, può rendere il piatto più gradevole se la quantità è corretta, ma rovinarlo allo stesso tempo se ce n'è un pizzico in più.
Chi fa il genitore lo sa bene. Conosce la quantità di impulsi imitazionali a cui viene esposto fin dal giorno in cui "nasce genitore". Vorrebbe starne alla larga, ma l'imitazione si propaga, così come la più bella e sagace delle risate, come un pensiero piacevole, o la malinconia di un'estate trascorsa al mare da ragazzi.
Ma c'è un elemento che si propaga in modo simile ma  non si può imitare in alcun modo; si può trasmettere, descrivere, condividere, accogliere e, volendo, comprendere. E questa è la sensazione di essere genitore; l'idea di esserlo diventato, non di nascervi. Ma soprattutto la consapevolezza di rimanerlo per sempre.
Questo blog, senza alcun dubbio ispirato dalla più intensa delle imitazioni, non è una raccolta di ricette sugli ingrendienti del buon genitore, o l'eccellente gourmet dell'educazione.
Nasce dalla voglia di condividere, trasmettere, accogliere e comprendere l'illuminata idea che madre natura ha avuto nel farci genitori. In modo insolito, dirà qualcuno, perchè creato da un papà, apparentemente l'ignaro spettatore di vite che si intrecciano sotto lo stesso suo tetto.
In modo naturale invece direi io, perchè uomini o donne che siamo, genitori si diventa e non si nasce; ed i nostri figli sono l'occasione per assaporare percorsi differenti su strade sovrapposte.
Un blog quindi come luogo dove farsi nuove idee, costruirne di nuove, abbattere certezze e soddisfare la curiosià. Proprio come fanno i nostri figli ogni giorno, soprattutto quando non stiamo lì a guardarli.

Scrisse Giorgio Gaber:

"Un'idea, un concetto, un'idea
finché resta un'idea è soltanto un'astrazione
se potessi mangiare un'idea
avrei fatto la mia rivoluzione"


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