Farfalle nello stomaco, mani sudate, qualche lacrima di guancia in guancia, sorrisi sforzati, abbracci e ripensamenti, sono solo alcuni dei segni che una giornata così importante traccia sui nostri piccoli. E su di noi adulti. Infatti, ascoltandoci bene, possiamo accorgerci stupiti che in mattine come questa i nostri figli sono specchi che riflettono le nostre stesse emozioni. Quanti trucchi o fascianti occhiali da sole hanno nascosto le nostre lacrime, i nostri sorrisi a denti stretti, mentre le mani sudate ed indecise hanno sospinto i nuovi avventurieri?
C'è una strana alchimia nelle mattine come queste, come una polvere di fata su capelli imbiancati che allontana i grandi dal loro mondo, permettendo di canticchiare la canzone di benvenuto o di accoccolarsi su se stessi dopo l'ingresso in classe.
Quella polvere di fata che ogni maestra fa cadere sugli occhi dei nostri figli, trasformando nella fiaba più avventurosa e affascinante un momento così importante nella loro vita: il distacco.
Ogni primo giorno di scuola è questo: un pezzo in più dell'elastico tra genitori e figli che si allunga, mentre la nostra prospettiva cambia scorgendo quei piccoli passi che si fanno via via più sicuri e curiosi.
C'è una strana alchimia nelle mattine come queste, come una polvere di fata su capelli imbiancati che allontana i grandi dal loro mondo, permettendo di canticchiare la canzone di benvenuto o di accoccolarsi su se stessi dopo l'ingresso in classe.
Quella polvere di fata che ogni maestra fa cadere sugli occhi dei nostri figli, trasformando nella fiaba più avventurosa e affascinante un momento così importante nella loro vita: il distacco.
Ogni primo giorno di scuola è questo: un pezzo in più dell'elastico tra genitori e figli che si allunga, mentre la nostra prospettiva cambia scorgendo quei piccoli passi che si fanno via via più sicuri e curiosi.
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