Così pensando, qualcuno vide bene di rinchiudere creatività fantasia ed immaginazione dentro una scatola in modo da poterla governare, indirizzare e dosare, fornendo ad ogni bambino uno scettro con i pulsanti, buoni solo a cercare il "pronto e fatto", azzerando ogni spirito di avventura e scoperta ed esaltando l'erba voglio. Fu così per un po', ma a alla mente sublime creatrice dello "state buoni a pancia piena" disse male e il mondo si capovolse. Non viviamo nell'ordine, nè nel giusto o nel coerente; n'è tantomeno nel verosimile poiché l'assenza di questi tre elementi ci rende insensibili a ciò che è strano, irreale e illogico. Se ne avessimo invece, sapremmo sempre stupirci di ciò che non funziona, intervenendo a cambiare gli eventi. Perché ciò che sorprende fa reagire e lo stupore farebbe da motore alla nostra indignazione. Chi allo scivolo non rispetta la fila non gioca, così come chi bara a nascondino, o non fa il prigioniero quando deve, o porta via il pallone di tutti. Questi tre pilastri creano un mondo dove tutto accade in modo chiaro, anche se non scritto. Un posto in cui la pelle diversa è solo l'estro di un pittore che aveva mille colori e non uno, dove con i soldi puoi comprare le stelle ma non tenerle per te, dove una tregua è una tregua vera finché non si finisce la merenda, dove si rispetta anche l'ambarabaciccicoccò e non si imbroglia la sorte.
In quel mondo fatto di fantasia, immaginazione e creatività c'è poco da rinchiudere in una scatola cinese o incatenare nel pozzo, perché le scoperte si conquistano, non si ricevono, e le risposte si trovano cercando, non aspettandole. Lasciamo che i bambini esplorino il loro mondo e non il nostro, non spegniamo questi tre elementi dando loro il tutto, finendo poi per dare loro nulla; semmai, spegniamo altro.
Nessun commento:
Posta un commento