domenica 13 settembre 2015

LA SCATOLA "CINESE"

In un mondo senza fantasia, immaginazione e creatività, ogni cosa sarebbe al suo posto. Il bene ben distinto dal male, le strade sicure, gli onesti nei posti giusti così come i ladri in quelli che si meritano. In un mondo così, nessuno si lamenterebbe mai dei comportamenti altrui ed ognuno conoscerebbe i propri limiti facendo attenzione ai diritti degli altri, impegnandosi nel difendere i più deboli, senza mai pensare al tornaconto personale delle buone azioni. 
Così pensando, qualcuno vide bene di rinchiudere creatività fantasia ed immaginazione dentro una scatola in modo da poterla governare, indirizzare e dosare, fornendo ad ogni bambino uno scettro con i pulsanti, buoni solo a cercare il "pronto e fatto", azzerando ogni spirito di avventura e scoperta ed esaltando l'erba voglio. Fu così per un po', ma a alla mente sublime creatrice dello "state buoni a pancia piena" disse male e il mondo si capovolse. Non viviamo nell'ordine, nè nel giusto o nel coerente; n'è tantomeno nel verosimile poiché l'assenza di questi tre elementi ci rende insensibili a ciò che è strano, irreale e illogico. Se ne avessimo invece, sapremmo sempre stupirci di ciò che non funziona, intervenendo a cambiare gli eventi. Perché ciò che sorprende fa reagire e lo stupore farebbe da motore alla nostra indignazione. Chi allo scivolo non rispetta la fila non gioca, così come chi bara a nascondino, o non fa il prigioniero quando deve, o porta via il pallone di tutti. Questi tre pilastri creano un mondo dove tutto accade in modo chiaro, anche se non scritto. Un posto in cui la pelle diversa è solo l'estro di un pittore che aveva mille colori e non uno, dove con i soldi puoi comprare le stelle ma non tenerle per te, dove una tregua è una tregua vera finché non si finisce la merenda, dove si rispetta anche l'ambarabaciccicoccò e non si imbroglia la sorte.
In quel mondo fatto di fantasia, immaginazione e creatività c'è poco da rinchiudere in una scatola cinese o incatenare nel pozzo, perché le scoperte si conquistano, non si ricevono, e le risposte si trovano cercando, non aspettandole. Lasciamo che i bambini esplorino il loro mondo e non il nostro, non spegniamo questi tre elementi dando loro il tutto, finendo poi per dare loro nulla; semmai, spegniamo altro.

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