Ma perché non ci guardiamo mai proiettandoci in avanti nel tempo, anche se oggi siamo diventati coscienziosamente mamme e papà? Eppure lo facevamo spesso, seduti sui gradini della scuola o sulle panchine del parco al pomeriggio, ritagliando e dipingendo pezzi di futuro da indossare a nostro piacimento. Mi chiedo: i nostri figli come ci preferiscono? Come libri racconta storie che tramandano profumi e sapori a volte fuori tempo o come astronavi ben governate in grado di portarli a spasso nell'universo? Io preferisco la seconda. Oggi come mai nella nostra vita riversiamo tutto il nostro futuro su questi splendidi marmocchi e ci veliamo a volte il volto di malinconia, cercando tempi e modi che non ci appartengono e non cogliendo invece il fascino che siamo in grado di avere ricoprendo un ruolo così importante e denso di significato.
Chi ha fatto carriera con incoscienza, seguendo l'istinto dell'avventuroso, chi invece si è guardato il mondo prima di creare una nuova vita; chi non si sentiva pronto abbastanza e chi anche oggi ascoltandosi bene non si sente pronto affatto. Chi sa da sempre come si fa il genitore e già giovane dispensa buoni consigli; chi non ne azzecca una e chi non ascolta nessuno. Chi non ne vuole sapere e continua ingenuamente a fare l'eterno adolescente, oppure chi stravolge la sua vita a tal punto di non riconoscersi più nemmeno allo specchio..
Credo che tutto questo non voglia dire invecchiare o aver esaurito il proprio tempo, o al contrario sperare che questo non passi, bensì averne di nuovo, forse così tanto da poter riempire pagine e pagine in modi assolutamente nuovi. Come se ci avessero regalato un album da colorare e ciascuno scegliesse i colori che preferisce. Dal pastello alla vernice.
Qualunque sia il nostro modo di essere genitore, avere preso coscienza o meno che saremo per sempre in questa affascinante condizione, dove l'apprensione si mescola all'orgoglio e l'amore ad un sano "come ti ho fatto ti disfo", una cosa è certa. Sicuramente siamo quello saremo, non quello che siamo stati; senza finestre sul cortile dietro ma solo sguardi in avanti. Perché i nostri piccoli ci chiedono di seguirli in avanti, permettendo loro di scattarsi fotografie buone per gli amarcord di domani. Per i nostri c'è tempo. Quando davvero non avremo nulla da dire. Credo tardi....molto tardi. Forse mai.
...Nascerà e non avrà paura nostro figlio
e chissà come sarà lui domani
su quali strade camminerà
cosa avrà nelle sue mani.. le sue mani
si muoverà e potrà volare
nuoterà su una stella
come sei bella
e se è una femmina si chiamerà futura.
e chissà come sarà lui domani
su quali strade camminerà
cosa avrà nelle sue mani.. le sue mani
si muoverà e potrà volare
nuoterà su una stella
come sei bella
e se è una femmina si chiamerà futura.
Futura, Lucio Dalla