Che ci crediamo o meno, la fantasia non è solo un'invenzione degli adulti per far credere ai bambini che tutto sia possibile. Così come non è solo un gioco in cui dar prova di abilità nell'inventare immagini e personaggi impossibili.
Dicono che sia uno strumento, come molti per tante professioni; che venga usata per svolgere un lavoro complicato ma entusiasmante: fare il bambino.
Ne ho parlato qualche giorno fa nel post delle favole della buona notte e così mi sono messo a cercare i vari modi in cui la fantasia viene utilizzata, anche osservando le mie figlie.
L'immagine che ho di strumento è quello musicale, magari a fiato, attraverso il quale allargare o restringere la realtà, dilatarne i tempi e sfumarne i contorni. Se pensate al suono di un clarinetto o di un oboe, un trombone o un sax, e li mettete nelle varie situazioni di tutti i giorni allora scoprirete che la fantasia sa tratteggiare la realtà stessa, dipingendola e, volendo perchè no, scarabocchiandola.
Ci accorgiamo poco di come sia facile per i nostri figli usare la fantasia in questo modo e che potenza abbia nelle loro mani: come rifugio, gioco e soprattutto per spiegare ciò che accade attorno a loro. Ripensate ad un luogo visto da bimbi e alle grandezze che il vostro ricordo gli attribuisce. Vi sbalordirete delle risposte che vi siete dati a quel tempo e di quelle che vi date oggi.
C'è un libro illuminante di Bruno Tognolini (il mio autore preferito per bambini): Rime di Rabbia http://www.brunotognolini.com/rabbia.html dove prende vita la fantasia per spiegare e sfogare la rabbia, dei bimbi e la nostra. Perdetevi tra le rime, apprendete come ogni evento attorno a noi abbia un peso, ci provochi emozioni profonde anche se ad occhi insensibili non sembrano nulla.
La fantasia come strumento nelle situazioni in cui ci troviamo in difficoltà è un pensiero che rilassa ed i migliori maestri sono i fanciulli di ogni età.
Minimizzare: penso sia il nemico numero uno per i bimbi. Rendere ordinario lo straordinario ai loro occhi, ovvero il mondo esterno, è la tortura peggiore da infliggere alla fantasia.
Tenere gli occhi aperti invece è una sfida da porre a chiunque; non abbandonarli all'indifferenza verso le emozioni, piccole o grandi che siano. Esaltare le imprese quotidiane dei nostri figli, abbondare nei superlativi assoluti. Sembra sciocco, infantile. Ma è il modo in cui loro percepiscono il mondo: enorme. Le loro fatiche vivono nel presente, non hanno una prospettiva. Cercano una soluzione istantanea e per questo la fatica è moltiplicata. Da ragazzo "l'attimo fuggente" mi ha spinto a salire sul banco per guardare la realtà in modo diverso; da genitore oggi siedo sempre più spesso sulle piccole sedie in cameretta. Un altro punto di vista.
Da Rime Raminghe, di Bruno Tognonlini, Salani 2013
Ci son bambini burattini stanchi
Che vivono una faticosa vita
Per
strada, nelle camere, fra i banchi
Sono sempre in salita
Ogni frase da
dire è una montagna
Da scalare fra picchi e scogli sparsi
Ogni passo con
pena si guadagna
Per loro camminare è arrampicarsi
Fatica per vedere,
fatica per sentire
Pesa un quintale un foglio preso in mano
Durissimo
studiare, difficile capire
Il mondo è ripido, scosceso e strano
Ma la
salita fa gambe muscolose
Loro non se ne sono mai accorti
Ma i burattini
dalle vite faticose
Nascosti dentro hanno bambini forti
E tutti noi che
siamo un po' il contrario
E il burattino è dentro, ben nascosto
Con loro
abbiamo un modo straordinario
Per fargli prender aria, anche per poco
Facciamo qualche gioco
Che ci scambi di posto
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