Gli argomenti non hanno un ordine prestabilito, si va a braccio: dal modo in cui i nostri piccoli affrontano il gioco, alle scelte che siamo a pronti o meno a fare per loro, contro tutti e tutto.
Durante momenti di questo tipo la prima grande presa di coscienza è quella che per quanto ci sforziamo in senso contrario i nostri figli sostituiscono le affascinanti discussioni sul nulla che fino a poco tempo fa amavamo affrontare per notti intere, un po' sullo stile di quella "canzone disonesta"di Stefano Rosso. Ciò non vuol dire dismettere i panni dell'eterno Peter Pan, ma la presenza di un'altro nostro simile, il genitore, ci spinge ad essere più profondi e riflessivi. Se poi è un amico l'apertura al dubbio è totale.
Il filo conduttore di queste parole, buttate li tra menù improvvisati e autentici, è sicuramente l'insostenibile certezza del dubbio stesso. Si siede a tavola assieme ai nostri sicuri "si fa così" o mescolandosi alle ricette perfette sull'educazione che i nostri genitori candidamente ci tengono a tramandarci. Mentre meno te lo aspetti, si insinua tra le convinzioni di ciascuno, i quesiti retorici, e gli esempi che fanno scuola, ma come un siero anitetà lentamente distende le espressioni del viso, rendendo tutto più relativo, meno rigido, abbattendo schemi mentali e pregiudizi. Con sagacia e malizia del giocatore navigato diventa un compagno di ogni ragionamento, balzando ai nostri occhi come insostenibile, perché in pochi lo sopportano, desiderando invece vederlo sparire. Lui invece di soppiatto si divora le certezze in un boccone, finendo per sedersi come un ingombrante centrotavola natalizio. Il suo fascino sta proprio lì: offrirci innumerevoli risposte alle domande che ci poniamo. Dormire o no nel lettone? Quale scuola per i nostri figli, quali amicizie, quanto sport, musica o lingue?
Dovremmo batterci, allora, perché in casa nostra ci sia sempre il dubbio, anche se così insostenibile e certo. Sará in grado di smussare i nostri angoli, permettendoci di osservare il tutto da un'altra angolazione e forse ci farà crescere più liberi. Liberi di saper ascoltare le idee dei nostri figli, senza interrogarli come quei vecchi professori che si aspettano una risposta precisa ed interrompono lo studente con impertinenti no.
C'è un'enorme differenza tra stare a sentire ed ascoltare. Fare propri i dubbi degli altri ci rende ogni giorno meno vecchi.
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