Dilan Dog, Superman, Spiderman, Robin Hood, Catwoman sono single incalliti.
Il pensiero che balza agli occhi è che avere figli probabilmente non sia da eroe o ancor peggio che essi limitino la nostra esistenza, qualunque essa sia. Ma è davvero così?
Ci si potrebbe dare una risposta molto più semplice, sostenendo che tendenzialmente colui che va a caccia di fantasmi, si butta giù dai palazzi o ruba ai ricchi per dare ai poveri, non appare un modello da seguire. Difficile dare il bacio della buona notte e poi svaligiare una banca.
Altra risposta (per qualcuno logica ed immediata) è che essere genitore sia noioso oppure poco entusiasmante. Costruite un aquilone, fatelo volare e vi ricrederete sul concetto di noia.
Se allora chi ha figli ispira poche favole, eccezione fatta per gli incredibili, la definizione adeguata quindi per un genitore qual'è: eroe o modello?
Dov'è la fine dell'uno e l'inizio dell'altro? Quando colui che ci descrivono come un eroe diventa un modello da seguire? e in tutto questo noi genitori che vestito indossiamo?
Dov'è la fine dell'uno e l'inizio dell'altro? Quando colui che ci descrivono come un eroe diventa un modello da seguire? e in tutto questo noi genitori che vestito indossiamo?
Probabilmente nessuno si sente un eroe, pochi si sentono un modello da seguire, qualcuno ritiene di poter dare dei buoni consigli. Ma come scriveva De Andrè, si sa che la gente dà buoni consigli se non può più dare il cattivo esempio, come a dire che in fin dei conti l'eroe imperfetto è ciò che più preferiamo. Basti pensare a Paperino rispetto a Topolino.
Così penso alle mie figlie che nei momenti in cui si aprono ai dubbi non mi hanno mai chiesto di fare per loro qualcosa di eroico, di strabiliante o di impossibile. Si accontentano forse? O la nostra certezza di poter sbagliare ci rende ai loro occhi più reali e quindi imitabili?
Mi sono accorto poi che quando estraiamo dal cappello qualcosa di insolito, come il richiamo alla magia o frasi strampalate, i nostri figli ci richiamano come degli adulti a tornare con i piedi per terra. Allora mi chiedo cosa cerchino in quel modello che desiderano imitare tanto nei loro gesti quotidiani: lo sbadiglio, il mangiare, il camminare. E se quella imitazione sia legata anche alle emozioni o ai sentimenti. Mireranno ad avere gioia come noi, ed arrabbiarsi come noi? Imiteranno il modo in cui li accarezziamo o in cui ci confessiamo incosciamente svelando a loro il nostro modo di amare?
Credo all'idea del genitore "eroe imperfetto", che trasmette ai propri figli il fatto di non avvertire alcun limite assieme a loro. Di amare il tempo da dedicarsi reciprocamente, non in quantità ma in qualità.
Così penso alle mie figlie che nei momenti in cui si aprono ai dubbi non mi hanno mai chiesto di fare per loro qualcosa di eroico, di strabiliante o di impossibile. Si accontentano forse? O la nostra certezza di poter sbagliare ci rende ai loro occhi più reali e quindi imitabili?
Mi sono accorto poi che quando estraiamo dal cappello qualcosa di insolito, come il richiamo alla magia o frasi strampalate, i nostri figli ci richiamano come degli adulti a tornare con i piedi per terra. Allora mi chiedo cosa cerchino in quel modello che desiderano imitare tanto nei loro gesti quotidiani: lo sbadiglio, il mangiare, il camminare. E se quella imitazione sia legata anche alle emozioni o ai sentimenti. Mireranno ad avere gioia come noi, ed arrabbiarsi come noi? Imiteranno il modo in cui li accarezziamo o in cui ci confessiamo incosciamente svelando a loro il nostro modo di amare?
Credo all'idea del genitore "eroe imperfetto", che trasmette ai propri figli il fatto di non avvertire alcun limite assieme a loro. Di amare il tempo da dedicarsi reciprocamente, non in quantità ma in qualità.
Che trasmetta a loro il piacere di avere qualcuno di cui prendersi cura, adulto o bambino che sia. Che sappia evidenziare i propri errori, andando oltre i giudizi su quelli degli altri. Mi piace pensare ad ogni genitore come l'eroe da cui apprendere anche comportamenti negativi, cosìcchè ogni figlio comprenda come i difetti di ognuno siano semplicemente la sfumatura in grigio dei pregi di qualcun altro.
Le contraddizioni in fondo danno vita alle discussioni, non ai giudizi.
Le contraddizioni in fondo danno vita alle discussioni, non ai giudizi.
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